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Letture (s)consigliate

I fumetti mi piacciono da sempre: mi raccontano che è stato grazie ad essi che ho imparato a leggere abbastanza presto da poter dare qualche dritta in proposito a mio cugino, di un anno più grande di me. Naturale, quindi, che fin da piccolo gran parte del tempo dedicato a disegnare fosse canalizzato a realizzare fumetti, sempre abbastanza rudimentali.
Il corriere dei pupazziIl corriere della verduraPrima o poi, su queste pagine troveranno spazio le prime pubblicazioni, prodotte rigorosamente a mano col mio compagno delle elementari Massimo Fraschetti: Il corriere dei pupazzi, poi diventato Il corriere della verdura, era disegnato su fogli di quaderno ma l'impossibilità di riprodurre i disegni in un'epoca in cui le fotocopiatrici non erano a portata di mano né sensibili come quelle di oggi ne rendevano la diffusione quantomeno problematica. Un problema parzialmente risolto col regalo natalizio di un ciclostile a mano, che permetteva le prime alte tirature (addirittura una cinquantina di copie per certi numeri particolarmente ricchi!).
E poi ci sono stati gli innumerevoli fumetti estemporanei - nati da un momento di noia o di ozio, senza pensare a una diffusione di alcun tipo - e ancora quelli destinati a rendere meno monotone le pagine dei diari scolastici (ma anche, in molti casi, di riempire in gran parte quadernetti appositi: soprattutto alle medie, col caro compagno di banco Filippo Maffey). farfalle.jpg (82336 byte)Nei primi anni '90, infine, il prolifico sceneggiatore Massimo Vincenti venne incaricato dalla milanese Ediperiodici di mettere su due riviste di fumetti horror. Eravamo nel pieno del boom di Dylan Dog, e a cavalcare il fiume di sangue che si riversava nelle edicole c'era già la ACME di Francesco Coniglio, che pubblicava i mensili "Splatter" e "Mostri". L'Ediperiodici rispose con "Scanners" e "Bloob" (su questi nomi c'è un'altra storia divertente da raccontare) e Massimo signoridelventonero.jpg (98304 byte)mi propose di realizzare gli editoriali da pubblicare fra una storia e l'altra: io però ero un accanito lettore delle fanzine realizzate a Torino da Giovanni Arduino e non mi sentivo in grado di scrivere qualcosa di meglio. Proposi Giovanni per il lavoro e lui sfoderò rubriche deliranti e geniali come "Morbus", "Squarci e ritagli" e "Chirurgia scanneriana". Io mi proposi come sceneggiatore e feci a tempo a pubblicare tre storie - Farfalle, I signori del vento nero e Non saprai mai - poi le polemiche pilotate dalle frange più bigotte della DC (capeggiate, ricordo, da Silvia Costa: ma c'è nonsapraimai.jpg (79486 byte)anche una disinformatissima articolessa sull'Espresso di cui spero che Roberto Cotroneo si vergogni almeno un poco) mandarono in crisi il filone. I mensili dell'Ediperiodici e della ACME chiusero uno dopo l'altro ed è un peccato perché - al di là dei meriti o demeriti delle storie - le quattro testate erano riuscite a introdurre in Italia un "taglio" di racconto breve che offriva un'agile alternativa ai romanzi da 100 pagine del formato Bonelli.

 

Tutti i testi © Alberto Farina - Consulenza editoriale: Chiara Strekelj - Creazione sito: Flavia Farina